Review Tour: Nevernight III. Alba oscura

Review Tour: Nevernight III. Alba oscura

Buongiorno lettori! Eccoci arrivati all’ultima tappa del Review Tour dedicato alla saga di Nevernight scritta da Jay Kristoff ed edita dalla Casa Editrice Mondadori, che ringrazio per la possibilità di leggere in anteprima l’intera trilogia. Siamo arrivati alla fine, è ora di scoprire l’ultima verità. Pronti?

 

TRAMA

Il viaggio di Mia verso la vendetta sta per giungere al termine, ma qualcosa sta cambiando. Sepolto sotto le mura e le strade della città, un pericoloso segreto sta per emergere. E ora che i tre soli stanno per tramontare, riuscirà Mia a sopravvivere al proprio destino?

 

“Non temere il buio era non sorridere mai quando l’alba baciava il tuo volto”

Precipitare, lento e inesorabile, verso un destino gia’ scritto e inevitabile come respirare. Per Mia, e’ come percepire uno strappo nell’anima, un magnetico gravitare verso questo momento: la vendetta, il compimento di tutte le cose. Ma cosa accade quando il sapore che desiderava fosse miele si rivela fiele?

Alle porte di un nuovo verobuio, tutte le carte verranno finalmente voltate e la verità si mostrerà nella sua gloria. Veleno, sangue e rabbia. 

Quando si dedica una vita intera ad un progetto, ad un evento, spesso realizzarlo lascia dietro un vuoto, non quel senso di appagamento euforico ma il dubbio del futuro, l’incertezza del “e ora?”.

Siamo arrivati al terzo capitolo della storia di Mia ma ovviamente, in pieno stile Kristoff, non aspettatevi che tutto sia lineare e fili liscio. Ricordate sempre le parole che il cortese narratore palese pronuncia sin dalle prime pagine: inizio e fine. 

Vita, nascita e morte. 

I famigerati nodi devono venire al pettine ma tante sono le cose, le briciole indiziarie che l’autore ha sparso nei capitoli principali, e che aspettano risoluzione.

Chi sono i tenebris? Come agiscono? Quale prezzo pagano alla magika?

E perche’ lei lo e’ diventata?

Un misterioso e inaspettato “ritrovamento” simile a lei, portera’ a Mia a interrogarsi sulla propria stirpe, sul modo in cui il dono viene trasmesso: sangue o marchio?

Mia comprende di essersi resa inconsapevole vittima/ traditrice della Promessa Scarlatta, una sorte di codice della Chiesa Rossa che si basa sui precetti di ineluttabilita’, sacralita’, segretezza, fedelta’ e gerarchia: “chi ingaggia la Chiesa non puo’ essere scelto come bersaglio della Chiesa finche’ il contratto e’ in essere”… questo precetto a chi giova? Quali interessi protegge? Perche’? E cosa ha a che fare con Mia?

Le implicazioni delle scoperte fatte alla fine del secondo romanzo sono enormi: fisicamente provata, e’ l’animo di Mia ad avere le ferite piu’ profonde. Lacerata e dilaniata da colpa e interrogativi, sola… ma lei non e’ mai davvero sola.

“Non c’e’ ombra senza luce, sempre giorno segue notte, a meta’ tra nero e bianco c’e’ il grigio”

Magika, Ashkah, equilibrio cosmico, equilibrio tra gli elementi: giorno e notte si amano e generano un figlio maschio, rinnegato dal padre, principe pero’ di albe e tramonti, potenti. E come in tutte le mitologie, il potere che cresce in un altro spaventa chi gia’ detiene un potere forte, al punto da spingere a commettere efferate barbarie. Alle barbarie segue la distruzione, la caduta del mito, il caos. Quando accade a Itreya, la caduta crea Godsgrave, Costole e Dorsali, a imperituro ricordo di colui che vince. Ma cosa accade a chi ha perso tutto? Al suo odio gelido per la sconfitta?

Una costruzione religiosa interessante e accattivante che Kristoff rivela solo alla fine, ma che in realta’ e’ l’inizio di tutto.

“I molti erano uno. E lo saranno ancora”

Nel capitolo conclusivo di questa trilogia troviamo il culmine di tutte le tematiche che Kristoff affronta con il suo personale sguardo e linguaggio, una su tutte, l’amore.

L’amore e’ letteralmente il motore di questa storia anche se nella sua accezione di amore filiale e famigliare; ed e’ proprio l’amore, la purezza dei sentimenti contro il marciume del mondo, che caratterizza la sarcastica e complicata protagonista. Mia ama, tanto quando odia. E se il suo odio e’ letale, lo e’ anche il suo amore. Teme di essere un cancro per chi le si avvicina ma non si rende conto dell’impatto, dell’influenza che ha sugli altri, del suo enorme carisma. E seppure lo intuisce e non sempre usa nel modo corretto il suo magnetismo, e’ indubbio che Mia sia pronta a difendere con unghie e denti chi ama, chi considera parte della sua familia, a prescindere dal vincolo di sangue.

L’evoluzione e la maturazione psicologica del sul personaggio e’ notevole, e l’autore attraverso tale crescita, lancia diversi messaggi. Quando scoprira’ cosa la rende davvero forte, allora Mia sara’ impossibile da fermare.

“La paura non e’ mai una scelta. Ma lasciarsi dominare da essa lo e’.”

Mia, la sua storia, sono entrate nella mia testa e nel mio cuore: grazie alla grande maestria stilistica di Kristoff che non delude e alza sempre un po’ di piu’ l’asticella del suo livello, non potro’ archiviare facilmente le emozioni incredibili che i suoi personaggi mi hanno dato.

In definitiva, L’autore ha ragione: mai, mai dimenticare. E nulla potrà oscurare il percorso di Mia. Figlia, sorella, amante, accolita, prescelta. Libera.

“ Non sono una schiava del tuo destino. Io percorro la mia strada. Commetto i miei errori. E forse questo e’ uno di quelli. Ma sara’ mio, cazzo. Perche’ e’ una mia scelta. La mia vita. Il mio destino”

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